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Arte 4.0 – Un viaggio nei nuovi mercati dell’arte

Novembre 2015: Sotheby’s, la nota casa d’aste annuncia la sua prima asta online in partnership con Artsy.

Si tratta di un momento storico, come giustamente annota Roberto Presicci, autore del volume Arte 4.0 – Big Data, Blockchain e Social Media per l’arte (Ethicando Edizioni). Il libro si propone come un saggio di approfondimento sul mondo dell’arte, o sarebbe meglio dire sul mercato dell’arte e le connessioni con le tecnologie digitali.

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Si tratta di un volume agile, in cui si ritrova una ricerca meticolosa, forse l’unico neo che gli si può imputare è di stare a metà strada tra un lavoro divulgativo e uno più specificatamente professionale. Mi spiego meglio: dell’opera divulgativa assume meritoriamente alcuni tratti come la ricchezza di esempi, i cases, spiegati, preferiti agli approfondimenti critici, teorici e metodologici. Una scelta assolutamente condivisibile soprattutto se si vuole aprire il lavoro a pubblici più ampi dei soli addetti ai lavori. A questo punto però pecca un po’ nel dare per scontati troppi elementi, sia tecnologici che di mercato.

 

Detto questo il libro permette un viaggio interessante nel mondo di Artsy (qui) o di Happeningmedia (qui) che “fanno da collettori di informazioni storico-artistiche e vendono le opere…” O ancora Riseart.com (https://www.riseart.com/) che “attua una strategia ‘ibrida’, in quanto si avvale anche di critici d’arte ed esponenti del sistema dell’arte, per la valorizzazione dei giovani artisti implementando, in più, un sistema di classificazione dei gusti dei compratori-collezionisti con la sentiment analysis.”

 

E ancora… Artnome (qui), Kellify (qui) e molti altri ancora.

 

Il discorso muove dalla blockchain e quindi le modalità di pagamento e creazione del valore, per arrivare alle vere e proprie collezioni digitali, i software per collazione e analisi dei data, fino al mercato… sia quello dell’acquisto che la vendita ma anche quello dell’investimento con formule persino di partecipazione a quote di opere.

 

Insomma un mondo su cui vale la pena gettare luce per analizzarne i meccanismi, ma anche per osservare le opportunità che propone sia per giovani artisti che per piccoli collezionisti.