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Dalla “polivisione” all’elettronica: breve passeggiata nei sentieri audiovisivi (parte 1)

Adoro quando il cinema esce da sé, sperimenta nuovi confini, si immette in nuovi orizzonti, mette alla prova la sua capacità comunicativa ed emozionale fuori dalla sala cinematografica o provando a ridefinire la visione stessa in sala. Un po’ come fa nel 1927 Abel Gance quando prova la sua idea di “polivisione” con il “colossale” Napoleon

Stavo riguardando Chelsea Girls (1966) di Andy Warhol con quel misto di noia e entusiasmo che provo per questo genere di operazioni…

E girando per la Rete ho trovato esperienze come il Poême Électronique di Edgar Varêse eseguito nel 1958 al Philips Pavilion (Expo-Brussels) progettato da Iannis Xenakis su impulso e commessa di Le Corbusier. Una sorta di proto live cinema digitale…

O ancora Variations V di John Cage del 1966 con la Merce Cunningham Dance Company…

Fino ad arrivare a ISAM di Amon Tobin presentato al Sonar nel 2012