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Curami! ovvero “La cura” di Salvatore Iaconesi e Oriana Persico

Ohibo! Una storia di malattia, di cura, di dolore, speranza, sgomento, salvezza…

… una storia come un diario, una cronaca della riappropriazione della propria vita, non solo perché si sconfigge una malattia come un cancro al cervello, ma anche come percorso di riacquisizione della propria identità, della propria sfera emotiva e sociale al di là della malattia….

 

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… e già per questo La Cura, la storia di Salvatore Iaconesi e Oriana Persico andrebbe letta…

… ci sono momenti di riflessione, appunti di disperazione, speranza e dolore, fuori però dalle categorie di genere, fuori dai patetismi e dalle facili letture emozionali. Anche perché questo non è solo un libro su una malattia, è un libro su una performance etica e tecnologica, un hacking che inverte i termini di quanto siamo soliti intendere per “biopolitica”, anzi un “antibiotico politico”. Hacking come riappropriazione dello spazio vitale dei propri dati fisici e medici, come scardinamento di un sistema chiuso di comunicazione dei dati medici. Un atto di valorizzazione dell’esserci e di usare la prassi tecnologica per rivendicare, innanzitutto, il sapere e poi la condivisione dello stesso.

 

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Ecco allora che un diario di una malattia si trasforma in un saggio sulla biopolitica, la tecnologia, la prassi etica, l’hacking… ma i nostri autori non possono fermarsi a questo, troppo semplice, soprattutto se ci sono in gioco – come abbiamo detto – valori come l’apertura, la condivisione e la riappropriazione dei propri dati, del proprio corpo e della propria vita.

Ed ecco anche una manuale, una sorta di “libretto rosso” (ebbene sì: proprio rosso!) di una prassi artistica, un laboratorio permanente messo in questo caso su carta, ma che dalla carta vuole uscire facendone solo un momento, uno spazio di riflessione e di teorizzazione.

Una performance artistica che vuole ricollocarsi nel corpo reale della società, aiutare, condividere, impostare prassi… sotto questa luce tutto il discorso assume un senso e una connotazione davvero importanti: ebbene sì un libro può essere anche questo, deve essere anche questo, un’esperienza, una condivisione, un racconto, un manuale, una teoria, un “messaggio nella bottiglia” in grado di proporre visioni, spunti, riflessioni in mano a lettori che agiscono, leggono, interpretano, assumono, si appropriano di contenuti e prassi.

Il volume La Cura di Oriana e Salvatore, ma anche dell’editore Codice (bravo il direttore Stefano Milano!) che lo ha voluto e lo ha pensato assieme agli autori costruirà – ne sono sicuro – un percorso nel libro, intorno al libro, oltre il libro, dopo il libro e questo, penso, sia un risultato incredibile per chi intende la comunicazione e la cultura come elemento vivo e vivace, magmatico e frattale, trasversale e persino transmediale…

… e allora che sia benvenuta La Cura!