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Un mondo di VR!

A integrazione del discorso fatto su “Nòva” domenica (qui) a proposito di contenuti di intrattenimento audiovisivo (cinema e serie in particolare), vorrei offrire qualche spunto sulle molteplici applicazioni della VR… girando tra siti, bacheche, pagine, forum e giornali che parlano di Realtà Virtuale (VR) ho provato a rispondere ad un domanda a mio parere fondamentale per capire il futuro di questa tecnologia: ma alla fine cosa andremo a vedere su questa vasta gamma di apparecchi VR che il mercato sta sfornando a valanga?

 

 

Game… sembrerebbe la risposta più facile, e in effetti a prescindere da Playstation, il gaming pare davvero in fermento per gli headset. Basta scorrere le pagine Twitter o le bacheche FB di vari gruppi, da quelli indipendenti a quelli corporative, per avere un lungo elenco di giochi usciti, in uscita o in fase di sviluppo che promettono esperienze a 360° completamente immersive.

 

Porno: ma la notizia del canale 360° di Pornhub rilancia anche il porno, da sempre genere particolarmente attento alle innovazioni digitali. Dopo le gesta performative sotto gli occhi vigili di droni e con filmati in prima persona realizzati con indosso (solo?) i Google Glasses e che hanno dato origine a nuovi generi… ecco che la VR si appresta a divenire un’esperienza ancora più totale nel variopinto mondo del porno.

 

Sport… e non solo estremi: la VR experience può essere un’avventura mozzafiato. Guido Geminiani (Oculustory.com), che in poco tempo si è assicurato in Italia una solida fama di operatore e regista di VR con una particolare attenzione allo sport, ha assicurato ai propri committenti esperienze senza fiato 360° stereoscopiche in prima persona (tecnologia proprietaria brevettata): si va da un allenamento con la nazionale di rugby alle riprese della finale di Coppa Italia del Volley femminile fino alle riprese con lo snowboard a Madonna di Campiglio e Skicross a Kronplatz… Lo sport, già attraversato dal fenomeno GoPro, potrebbe aver trovato nella VR davvero uno spazio nuovo, emozionante e immersivo per rappresentarsi al meglio.

 

Giornalismo. Come ormai molti sanno il “New York Times” ci crede: ha lanciato una app specifica, ha spedito ai propri abbonati un cardboard personalizzato e ha iniziato a editare contenuti a 360°. Hanno seguito il “Wall Street Journal” e “Vice”. La figura cardine è Nonny de la Peña giornalista che sta “evangelizzando” quello che lei stessa chiama “immersive journalism”. Documentari e reportage come Hunger in Los Angeles che offrono informazione e spettacolo.

 

Advertising: va da sé che dove troviamo una tecnologia in grado di offrire un’esperienza emozionale, là troverete un brand e una campagna di comunicazione. E infatti l’advertising sta affilando gli artigli per gettarsi su questo mercato. Virtual Sky (qui), per esempio, è una piattaforma che permette a tutti gli “advertiser” di lanciare i propri contenuti a 360° su larga scala, pronti ad essere fruiti dai consumatori con smartphone e headset.

 

google VR

 

Educational. Ma se proprio dovessi puntare su qualcosa oltre alle esperienze immersive e/o interattive – leggasi game e cinema – ebbene punterei sull’educational! Pensiamo alle esperienze educative di gite scolastiche virtuali, un po’ come già fa Google che ha sperimentato la possibilità di offrire agli studenti viaggi virtuali dal forte carattere emozionale e dalle potenzialità educative illimitate. Le mete? La muraglia cinese, Chichen Itza e addirittura Marte. Anche il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano si è lanciato in questa direzione inaugurando qualche mese fa la Toti Submarine VR Experience, un’applicazione gratuita per smartphone iOs e Android che offre la possibilità di salire virtualmente a bordo del sottomarino Enrico Toti. Si può acquistare il visore del museo, applicare lo smartphone e godersi una visita al sottomarino italiano più famoso.

 

Scienza: è evidente come la scienza possa sfruttare al meglio le potenzialità della VR sia per quanto riguarda la divulgazione che l’educazione. Segnalerei a questo proposito la app Star Chart for VR è un vero e proprio planetario che con uno smartphone e cardboard porta l’utente a visitare pianeti, costellazioni e il sistema solare.

 

Medicina: NeuroTouch è un simulatore per la chirurgia virtuale. Un apparecchio davvero importante per capire errori e fare training in una delle operazioni più delicate che compete a un medico chirurgo. NeuroTouch Cranio con la sua visione stereo e gli strumenti bimanuali permette di simulare scenari come le microdissezioni o i tumori al cervello. Ma diversi potrebbero i campi di applicazione che vanno dal medical imaging fino al training chirurgico e alla ricostruzione, per esempio, di fratture, ossa, impronte dentali e così via.

 

Musei… e quale migliore esperienza educational di quella dei musei? Creare un doppio virtuale di un museo per permettere una visita emozionale anche per chi non può raggiungere la sede fisica… dico musei ma penso anche alle gallerie, i parchi archeologici, tutto quel settore del “cultural heritage” per cui, tra l’altro, l’Unione Europea ha un occhio di riguardo, soprattutto in chiave di sviluppi tecnologici e innovativi.

 

Una piattaforma social? Questo potrebbe essere un possibile sviluppo per la tecnologia VR… almeno a sentire Mark Zuckenberg nella sua uscita pubblica a Barcellona per il Samsung’s Mobile World Congress.